Hanno detto di lei

   L’Achmatova è il maggior poeta russo vivente. (Osinskij sulla “Pravda” 1922)
 
   Il mondo dell’Achmatova è angusto come una striscia di luce penetrata in una stanza buia.
E’ più angusto di un coltello.
In esso è la sera. Il risveglio, il distacco.
E’ un mondo captato per via di punture.
Allo stesso modo punge il cielo il telescopio, trascegliendone le stelle e privando il mondo della sua vastità. (Victor Šklovskij)
 
   L’opera dell’Achmatova è intrinsecamente reazionaria, relitto di un passato da seppellire. (Gorbačev, Lelevič 1922 1923)
 
   Nella poesia russa contemporanea, l’Achmatova si situa come un’icona della memoria, sacra e blasfema insieme, con la presunzione dei suoi ori e la povertà delle lacche colorate, su una nuda parete azzurra, come sulla tela di Petrov-Vodkin [ritratto]. (Gene Immediato 1995)
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  E' arrivato il suo tram.
Sono rimasta a guardarla mentre
saliva sul predellino,
entrava, afferrava il corrimano,
apriva la borsa...
Con il vecchio impermeabile,
il vecchio ridicolo cappello
che somiglia a un berretto da bambino,
le scarpe scalcagnate-
elegante, il viso splendido,
la grigia frangia spettinata.
Un tram come tanti.
Persone come tante.
E nessuno si è accorto che era proprio lei.
(Lidija Čukovskaja “Incontri con Anna Achmatova”) 
 
   E’ insieme suora e prostituta. (Ždanov 1946)
 
   La storia dell’opera achmatoviana è quella di una poesia che innova la propria tematica originaria, che rielabora notevolmente anche i suoi mezzi espressivi e, malgrado tutto, rimane fondamentalmente uguale a se stessa. (Michele Colucci 1992)
 
  Anna Achmàtova è uno di quei poeti che semplicemente “avvengono”, che sbarcano nel mondo con uno stile già costruito ed una loro sensibilità unica. Arrivò attrezzata di tutto punto e non somigliò mai a nessuno. (Premio Nobel Josif Brodskij [nota 1]).

Lei ha detto

  Non smettevo di scrivere versi. Per me c’era in essi il mio legame col tempo, con la nuova vita del mio popolo.
 
  La distrazione degli uomini, l’uno nei confronti dell’altro, non ha limite. [...] E’ terribile doverlo dire, ma gli uomini vedono soltanto ciò che vogliono vedere e sentono solo quanto vogliono sentire. Parlano, “in fondo”, solo con se stessi e quasi sempre a se stessi rispondono, non ascoltando l’interlocutore. Su questa peculiarità della natura umana si regge il 90% delle dicerie inqualificabili, delle false reputazioni, dei pettegolezzi devotamente conservati.
 
  Veramente nessuno sa in che epoca viva. Così anche noi, all’inizio degli anni dieci, non sapevamo di vivere alla vigilia della prima guerra europea e della Rivoluzione di ottobre.
 
  Un qualche giorno sarò alle prese con un libro biografico. Noto che è molto noioso scrivere di sé e molto interessante, invece, scrivere delle persone e delle cose [...]. Parlare di sé si deve il meno possibile.
 
  Fare in tempo ad annotare un centesimo di ciò che si pensa, sarebbe la felicità...
 
  Per quanto riguarda le memorie in genere, metto in guardia il lettore sul fatto che il venti per cento di esse, in un modo o nell’altro, sono dei falsi. l’introduzione del discorso diretto va riconosciuta azione punibile penalmente, perché dalle memorie approda con facilità a rispettabili lavori di critica letteraria e a biografie. La continuità è pure inganno. La memoria umana è organizzata in modo tale che, come un riflettore, illumina singoli momenti, lasciando intorno un buio invincibile.
 
  Pro domo mea dirò che mai, né in volo, né strisciando mi sono allontanata dalla Poesia, sebbene ripetutamente, con forti colpi di remi alle mani rattrappite e aggrappatesi al bordo della barca, fossi invitata ad andarmene a fondo.
 
  C’è un altro percorso: l’esattezza, e ancora più importante, in modo che ciascuna parola, nel verso, stia al proprio posto, come se già vi fosse da mille anni, ma il lettore la sentisse, appunto, per la prima volta nella vita. E’ un percorso molto difficile, am quando riesce le persone dicono: “Mi riguarda, è come se fosse scritto da me.”
 
  X. mi ha domandato se scrivere versi è facile o difficile. Io ho risposto: o qualcuno li detta, allora è assolutamente facile; ma quando non sono dettati, è semplicemente impossibile.
 
  Il poeta ha rapporti segreti con quello che nel tempo ha composto; rapporti che spesso contrastano con quanto il lettore pensa di questa o di quella composizione poetica. [...] Mi lascia del tutto indifferente quanto, fino a oggi, spesso accennato dai critici.
 
  Leggera tempesta di neve. Sera tranquilla, molto silenziosa. T. è uscita presto - io sono rimasta tutto il tempo sola; il telefono è rimasto in silenzio. I versi affluiscono senza sosta, ma, come sempre, li caccio, finché non ne ascolto uno autentico.

Note
Nota 1: Per saperne di più su Brodskij e sul suo rapporto con Anna: [link esterno]. [Torna al testo]

Bibliografia
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Ultimo aggiornamento: martedì 26 luglio 2011
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